Viaggiatrici – Storie di donne che “vanno dove vogliono”

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E parlano le donne, nel libro di Maria Carla Martini, docente di letteratura inglese, Viaggiatrici. Storie di donne che “vanno dove vogliono” (XL Edizioni, anno 2010). Il libro è un excursus tra i viaggi di alcune donne inglesi in Sicilia, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, quando ancora le donne che viaggiavano erano un’esigua minoranza. L’isola, nonostante il suo fascino esotico, era fuori dai percorsi battuti dalle viaggiatrici e cosa poteva offrire se non un’escursione sull’Etna, un possibile attacco dei briganti o un’incontro romantico? Via via sempre più numerose, le viaggiatrici tentano di liberarsi dalle convenzioni, si mettono alla prova ed i loro racconti sono caratterizzati dall’immediatezza, dalla capacità di cogliere bozzetti di vita quotidiana, di insinuarsi tra le vite della gente.

Come Miss Ellis Cornelia Knight, che giunge a Palermo nel 1799, e nelle pagine che dedica al suo soggiorno siciliano si coglie quella mistura di orgoglio nazionale, luoghi comuni ma anche una attento spirito di osservazione. O Emily Lowe, che dopo aver assistito ad un cambio d’abito dei defunti nelle catacombe dei Cappuccini, commenta: “Non siate troppo severi con i siciliani, tutti i popoli hanno i loro costumi barbarici”. O Lady Grosvenor, a cui non va bene nulla: a Palermo è difficile fare acquisti, i giardini non hanno il prato all’inglese. E Marianna Strake, che pubblicò una lunga serie di guide e libri di viaggio, e quello di nozze di Emily Birchall o il viaggio “magico” di Emelia Russell Gurney, dove si notano le differenze dei sedici anni che le separano: la novità fondamentale della ferrovia.

A seguire, si colloca quello che si potrebbe definire il genere “seriale” del racconto di viaggio, quello di una donna “pigra” politicamente corretta: l’antipatica Mrs. Frances Elliot, anticonformista e viaggiatrice instancabile (sceglie di andare dove l’estro le suggerisce, senza sentirsi in dovere di compiere certe tappe obbligate), ma che vede criminali ovunque: “La repellente solitudine dei dintorni di Palermo dispone l’anima al crimine”.
Margaret Fountaine scrive un vero diario in dodici volumi, tenuto nel corso di una vita di viaggi in cerca di farfalle. Viene in Sicilia nel 1896, anticonvenzionale ed appassionata, un vero esemplare di donna emancipata, alla ricerca della splendida Charaxes lasius. E dice “Non mi sono annoiata un solo istante a Palermo” ….sfarfalleggia. Per citarne solo alcune.

Ai primi del Novecento il viaggio in Sicilia ha ormai perso il sapore pionieristico che aveva avuto per le viaggiatrici di metà Ottocento. Ora le donne esprimono le loro opinioni con maggiore sicurezza, sempre meno dipendenti dalla precedente tradizione maschile. I loro interessi si vanno orientando prevalentemente sulla popolazione, i suoi usi e costumi, stanno più attente ad alcuni particolari, che gli uomini non trovano interessanti: la biancheria del letto, gli interni domestici, le luci. Nel 1912 Margaret Campbell sposa a Londra un siciliano, che la porta nell’isola per conoscere la famiglia. E’ il viaggio della più amara delusione e del ribrezzo a prima vista, anche per l’arretratezza della condizione femminile, che osservata con severità da tutte le viaggiatrici, è forse per lei il nodo più profondo alla base dell’impatto negativo.La lenta evoluzione della condizione della donna verso una maggiore emancipazione si riflette nel modo di narrare il loro viaggio. Tutte le viaggiatrici del libro sono accomunate dall’eccitazione del viaggio, dalla novità, dal godersi la libertà dai doveri di tutti i giorni.

E poi si comincia a viaggiare per diletto, per studio, per giornalismo, nei primi decenni del XX secolo: Margaret Philip, Mrs. Nevill Jackson e Isabel Emerson. Tutte però sanno che il viaggio è un po’ fuga e un po’ liberazione. Un panorama di donne orgogliose di poter “andare dappertutto”. Per finire, cosa di più attuale della considerazione della Tweedie: “Il governo italiano è veramente cieco nei confronti dell’uovo migliore (i più bei monumenti al mondo) del suo paniere”?

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