Il giro a sbafo – l’incredibile scommessa della maglia rosa in bolletta

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L’autore è un cantautore e musicista d’eccezione (ha suonato con i Modena City Ramblers e con diversi bluesman e cantanti italiani, ha fatto parte dell’orchestra RAI e altro ancora) e per l’anno 2010 ha deciso di fare una scommessa: spendere meno di 250 euro, tra costi di viaggio, vitto e alloggio, per seguire ventitré tappe di corsa ciclistica, uno schiaffo all’inflazione. Già i 250 euro che aveva speso nel 2009, annaspando a ruota del Giro d’Italia del Centenario, rappresentavano un record di parsimonia encomiabile.

“Riflettendo a posteriori su questa esperienza, ho sentito di avere appena scalfito la crosta di questo mio particolare talento: viaggiare a sbafo!…Adesso, a un anno di distanza, sento invece di essere cresciuto, come uomo e come scroccone..Anzi, voglio esagerare: niente patimenti né squallide indigestioni di pan carré crudo nel parcheggio di un discount, stavolta vivrò da gran signore senza scucire alcun denaro!”.

Con questo ambizioso obiettivo, il cantautore ferrarese Guido Foddis parte per il Giro d’Italia, si inventa una rivista culinaria, la “Mangia Piano” (il cui motto è: la qualità è nulla, senza quantità!) e si spaccia per rinomato degustatore gastronomico, per andare a casa delle persone ad assaggiare cibi e farsi offrire pernotti in cambio di promesse di recensioni…. ma la sfida è qualcosa di più, è un inno alla sopravvivenza.
Così, grazie a questa millantata collaborazione ottiene il passepartout per entrare nelle case degli Italiani, sedersi alla loro tavola e dormire nei loro letti.
Uno come lui viaggia solamente su Strade Blu, nessuna autostrada, e non solo per una questione di risparmio, ma perché questa è la sua filosofia di viaggio. Le Strade Blu spesso offrono percorsi alternativi meno veloci ma assai più interessanti.

“In generale ogni Strada Blu mi mette serenità e stimola la mia immaginazione. Di giorno, le insegne retrò di provincia, così ingenue nel chiamare –Tappezzeria- una tappezzeria, -Forno- il fornaio, -Latteria alimentare- il negozio dove trovare i latticini, i barattoli di pomodori pelati e gli affettati….”


“Il Giro a sbafo. L’incredibile scommessa della Maglia Rosa in bolletta” (Edicicloeditore, 2011) è un susseguirsi di disavventure surreali e tragicomiche, che lo attendono però al varco, tappa dopo tappa, attraverso un’Italia sfigata, malinconica e letargica, ma ancora piena di prodotti e di modi di fare e dire genuini.
In questo diario, a partire dal 5 maggio 2010, Guido recensisce ospitalità e gastronomie diverse, affibbiando voti e critiche, elogi e ironici commenti, ed annota puntualmente il suo bilancio.
Un esempio: “Di una trattoria non si degustano solo le portate, si degusta anche l’atmosfera. E quella in cui vi immergete entrando a La Bersagliera è sincera nel ricordarvi che si stava bene uguale anche prima del vostro arrivo!”. Ma anche qualche momento del pranzo merita di essere citato: “…..Il primo consiste in un piatto di spaghetti fatti i casa, conditi con una specie di ragù a base di alici frullate. A guardarli meglio gli spaghetti sono delle cannucce, forate in mezzo, in pratica dei buc…-No stà a ciamarli bucatini- mi grida Mario –o i te copa! Semo nella Serenissima, no a Roma!- Comunque sia, questi bucatini veneti sono strepitosi”.
Come un cavallo di Troia, il musicista squattrinato si fa largo all’interno della faraonica macchina organizzativa della Corsa Rosa, tra lo stupore e l’indignazione dei “colleghi” giornalisti e con la divertita complicità della carovana dei ciclisti in gara.

Il Giro a sbafo tratteggia un’umanità di provincia, che sa di onestà e generosità, che ancora vive la bicicletta e i suoi eroi con passione autentica. Attraverso mille espedienti, con l’aiuto di amici, sostenitori, galantuomini e sfigati qualunque, Foddis insegue la sua Maglia Rosa, quella del risparmio a ogni costo, con mille espedienti e invenzioni frutto di una raffinata “arte dell’arrangiarsi” tutta Italiana.

Il libro è un racconto divertente di questa la scommessa con se stesso, un’esperienza che da una parte smonta il carrozzone paludato del Giro d’Italia, mostrando le miserie quotidiani di giornalisti e addetti ai lavori, e dall’altra propone il racconto di un’altra Italia che segue la famosa Corsa Rosa, animata da calore e senso di ospitalità.
Dal diario di sabato 29 maggio: ”Incrociando le dita, sono sempre fermo a 239 euro. Basteranno 10 euro di carburante per arrivare domani a Verona e vestire l’agognata Maglia Rosa del risparmio nel mio Giro d’Italia in Bolletta?”

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