Dopo il terremoto in Nepal – RAM viaggi

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A seguito del terremoto subito da alcune zone del Nepal a primavera (due le scosse particolarmente gravi, quelle del 25 aprile e del 12 maggio scorsi), posatasi la polvere e dopo quasi 4 mesi dalle scosse più rilevanti, i fatti paiono essere i seguenti: la valle di Kathmandu ha subito danni pari al 30% dei suoi monumenti, ma per fortuna non si è trasformata in una catastrofe totale a cielo aperto (anche se sembra sia questo, purtroppo, il messaggio stampatosi nell’immaginario internazionale).
I danni sono stati indubbiamente gravi, ma…

RAM ha monitorato con attenzione quel che è accaduto e sta accadendo. Visti i suoi legami di amicizia e di lavoro ormai “storici” sul posto, è rimasta in contatto stabile da allora con vari nepalesi.
Ha attivato (come per fortuna hanno fatto tante altre organizzazioni) una raccolta fondi (che ha raccolto denaro per le vittime con una magnifica mobilitazione: il denaro è arrivato per l’80% da propri viaggiatori o ex viaggiatori). Ha ricevuto documentazione puntuale su che destinazione hanno avuto i denari (la Raccolta Fondi è stata condotta dalla Fondazione MESO del nostro amico Tilak Lama, i feedback vengono ricevuti da chi ne abbia fatto richiesta di essere inserito nell’apposito indirizzario mail). E sta valutando adesso come proseguire o se sia opportuno adesso chiudere il conto corrente dedicato all’emergenza.
A fine maggio, RAM ha poi potuto incontrare di persona vari nepalesi (tra i nostri migliori amici) venuti a Milano per l’Assemblea mondiale di WFTO, la federazione internazionale del Fair Trade. Qui, abbiamo ascoltato le loro testimonianze, visto delle foto, potuto evincere un’immagine realistica della situazione.
Quindi, a fine giugno, RAM ha scritto a numerosi dei propri partners abituali sul posto, per sentire nel merito le loro opinioni a due mesi dal terremoto – adesso che i riflettori dei media si sono spenti, come sempre accade per la legge delle notizie (non è colpa della stampa, ma penso dovremmo interrogarci su come mai adesso in testa, se si menziona il Nepal, a una persona comune vengono solo in mente terremoto e catastrofi, non disponendo egli in realtà, purtroppo, di NESSUNA INFORMAZIONE PIU’AGGIORNATA e REALISTICA).

Già a fine giugno abbiamo specificamente chiesto, dunque, notizie sulle macerie, sullo stato dei monumenti, sulla sicurezza, sull’opportunità o meno del continuare/riprendere con la promozione/organizzazione dei viaggi RAM da quelle parti (che sono da sempre uno dei nostri classici più apprezzati). Preoccupati delle condizioni che avremmo potuto trovare abbiamo chiesto, che ne pensate? E ne abbiamo ricevuto informazioni dettagliate ed incoraggianti.
Lo stato delle cose è che buona parte del paese non ha subito alcun danno, e che dove i danni ci sono stati, i nepalesi si stanno rialzando. Questo dicono le corrispondenze (più avanti le riassumo; ma ne alleghiamo anche due in originale, in inglese, di Tilak e di Chandra, che sono le più chiare ed esaurienti). E’ una buona notizia. Ma che si sarebbero rialzati eravamo certi, visto di che pasta è fatta questa gente.

Le testimonianze chiariscono. Scriveva uno dei nostri partner locali già a fine giugno: “E’ incoraggiante per noi sapere che esistono dei turisti interessati a visitare in Nepal. E’ questo che deve succedere: una ripresa economica, che vada di pari passo con quella fisica della ricostruzione, e con la ripresa mentale, psicologica della popolazione – un miglioramento che ci riporti alla normalità”.
La valle di Kathmandu ha subito distruzioni, le foto ovviamente mostrano crolli, Buddha decapitati, mattoni. Molte case erano vecchie e sono crollate. Ma molto è ancora in piedi. Ed altro stanno ricostruendo.

Tilak, già a fine giugno 2015, descriveva la geografia delle distruzioni e del recupero in atto: “Bhaktapur and Patan hanno già riaperto al turismo. La Durbar Square di Kathmandu non ancora. Ma anche quasi tutti gli altri siti hanno riaperto ed entro ottobre, secondo me, saranno riaperti tutti. Pashupati, Boudha, Budanilkantha sono già OK adesso. Altre destinazioni popolari come Lumbini, Chitwan, Palpa e Pokhara sono anch’esse OK, lì non è accaduto quasi nulla. Le zone che hanno subito più danni sono le aree trekkking del Langtang, del Manaslu, dell’Helambu e del Dolkha. I danni nella regione dell’Everest sono minimi, e le vie del trekking più popolari sia nell’est che nell’ovest del paese, e cioè Annapurna, Mustang, Rara, Dolpo, Makalu, Kanchenjunga, eccetera, nonché le hiking routes attorno alle valli di Kathmandu e di Pokhara, sono perfettamente praticabili”.
“La vita è quasi tornata alla normalità nella valle di Kathmandu” – ci hanno detto il 24 giugno Chandra Prasad Kacchipati e Prakash Bhjracharya, dell’organismo Fair Trade Sana Hastakala: Il governo ha riaperto le Durbar Squares di Bhaktapur e Patan ai turisti (sebbene vi siano ancora parecchi templi e palazzi con delle crepe, tenuti in piedi da sostegni). La maggior parte degli hotel è in buone condizioni. In questo periodo vado spesso a Bhaktapur” (ha aggiunto Chandra, sia lui che Prakash provengono da lì, NDR) “e ho visto gente che sta demolendo le proprie vecchie abitazioni che era impossibile recuperare. Per questo ci sono spesso pile di mattoni legname ed altri materiali che bloccano alcune strade; continuerà per un po’ di tempo….”.

Benissimo, è un quadro della situazione realistico. Significa che i bellissimi luoghi d’arte del paese sono ancora visitabili. Forse non tutti, ma in buona parte. E che un’accorta gestione dell’itinerario, la scelta di dove andare e dove non, anche nella Valle di Kathmandu, almeno per il momento, può garantire al visitatore un viaggio perfettamente godibile. Specie se l’organizzatore conosce i posti e si relaziona puntualmente, al momento, con i suoi interlocutori locali. “Per il resto” – concludeva del resto Chandra già a fine giugno – “non mi pare via sia alcun problema se continuate a portare gruppi o individui a visitare Nepal. Anzi, speriamo tutti di vedervi qui in ottobre!”.

E quindi. Recarvisi non rappresenta un viaggio tra le macerie. E’ importante tenerne conto. E’ vero che in qualche zona della valle di Kathmandu ci saranno ancora alcune persone accampate sotto delle tende (ma francamente, nel subcontinente indiano capitava anche prima di qualsiasi terremoto!), però Il Nepal continua a essere lui, bello e visitabile, pieno d’atmosfera – un luogo dell’anima. Macerie se ne vedranno, ma spesso gli abitanti nei centri storici hanno solo finito di buttare giù l’irrecuperabile, l’unica maniera per poi ricostruire. Via via, se ne segnaleranno sempre meno. E comunque in un viaggio in ottobre 2015 non si tratterà di farci lo slalom intorno.

Infine. Qui, negli allegati, trovate la corrispondenza coi nostri partners, tre appelli ricevuti a livello internazionale a favore della ripresa turistica in Nepal, e il prossimo viaggio RAM nella zona (penultimo allegato).
Per quanto ci riguarda direttamente, dato che il turismo rappresenta per questo paese la prima fonte di valuta straniera, pensiamo sia semplicemente ovvio che andandoci si può dare loro una mano. Le Quote –Solidarietà dei prossimi nostri viaggi quindi (quote che sono abituali, costitutive dei viaggi RAM, che di solito stanno tra i 60 e i 120 euro a persona, e fanno parte della Quota da pagare in Italia), saranno poi in questa fase da destinare a piccoli progetti mirati, soprattutto a chi ha perso molto, o tutto.

Visto che il turismo rappresenta il nostro lavoro, che il paese è di nuovo largamente praticabile, e che l’autunno è la stagione migliore in Nepal, confermiamo dunque ciò che avevamo pensato da subito. Ossia, il nostro classico viaggio – incontro nella Valle di Kathmandu e dintorni (che RAM effettua dal lontano 1991!!!), previsto per fine ottobre. Potete chiederci inoltre altre date, fino a dicembre nel 2015, o per l’anno venturo (purchè prima delle piogge monsoniche che cominciano a metà maggio), sia in termini di viaggio di gruppo che di viaggi “in autonomia”, personalizzati, con le nostre prenotazioni.

Renzo Garrone
per RAM Viaggi e Associazione RAM

Allegati:

Nepal Now
Tourism Appeal
Green light given to trekking in Nepal
Lettera da Chandra
Lettera da Tilak
Nepal, la magia della valle di Kathmandu e l’Annapurna visto da Pokhara

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