Climi bollenti – viaggi e sesso dai giorni del Gran Tour

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Ecco un libro dal titolo inquietante, Climi bollenti – Viaggi e sesso dai giorni del Grand Tour, del docente universitario inglese Ian Littlewood (Editrice Le lettere, Firenze 2004), nel quale l’autore esplora la storia alternativa dal Settecento ai giorni nostri, ignorata da libri, da guide e depliant che danno un’immagine convenzionale e rassicurante delle motivazioni al viaggio, svelando i risvolti edonistici del Grand Tour.
Oltre che un saggio informatissimo, è anche un’indagine raffinata sui bollori dei Grandi Turisti, letterati, poeti, saggisti, romanzieri, che testimoniano gli usi e i costumi privati europei, partendo dalle accademie e locande settecentesche, attraverso i primi velieri a vapore, passando per i treni ottocenteschi per approdare sui nostri aerei da crociera.

Il modello principale è quello del “Conoscitore professionista” che raccoglie reperti e informazioni, poi il “Pellegrino ottocentesco”, che cerca la natura e indaga con il cuore più che con la mente, ed il terzo nella classifica ed ovviamente il più moderno, il “Fuggiasco”, più dissoluto vagabondo di mare che erudito, anche se l’autore stesso avverte che è difficile tracciare linee nette di demarcazione tra il desiderio dell’ignoto e il rifiuto del famigliare.
Se si vuole dare un significato al Grand Tour, di cui James Boswell è uno dei più noti protagonisti, si devono considerare sia le pagine dei suoi diari dedicate alle visite alle Gallerie d’Arte ed ai Palazzi, sia quelle in cui descrive i suoi incontri con le passeggiatrici e cortigiane di Dresda, Venezia e Roma. “Rimembravo le gesta dissolute di Orazio e di altri licenziosi poeti romani, e mi dicevo che ci si può ben concedere un poco di indulgenza in una città che vanta donne facili autorizzate dal Cardinal Vicario”.
La passione vittoriana per il Mediterraneo non era dovuta solo alle attrazioni artistiche dell’Italia, ma anche alle vere e proprie rivelazioni ed esperienze sensuali che offriva.
Gli scritti di Boswell, Defoe, Sterne, Dickens, Stevenson, Henry James, Wilde, Evelyn, Graham Greene, Bergess, J. A. Symond, M. Fuller, F. Kemble, E. M. Foster, di Bayron in Grecia, Isherwood in Germania, Orton in Marocco, che mossi da interessi turistici convenzionali, raccontano anche il forte desiderio di trasgressione sessuale. Così come Byron a Venezia: “Ho infranto una lunga relazione e ne ho avviate una dozzina” e ancora “Alcune di loro son Contesse, altre mogli di ciabattini, alcune nobili, altre vili, e tutte puttane”. Inoltre confessava di aver avuto più di duecento esperienze omosessuali all’estero, innominabili nell’Inghilterra del primo ‘800, dove venivano impiccati.

Oscar Wilde, Norman Douglas, Loti e Gauguin e molti altri viaggiatori, narrano come il mito dell’Eden, del paradiso perduto, le fantasie sessuali abbiano spinto al viaggio, arrivando a concretizzarsi nella massima meta turistica del XX secolo: i Mari del Sud. Nello scenario corallino e vulcanico, si completa la rivolta edonistica contro le industrializzazioni e i colonialismi europei. Fu in Algeria , nel 1895, che Wilde regalò a Gide uno dei suoi aforismi: “Non voglio più adorare null’altro che il Sole. Il Sole aborrisce il pensiero” e D.H. Lawrence: “Più ci si avvicina al Sole, più si familiarizza con ogni genere di vizio”.
Il libro, che parla di uomini e donne, di eterosessuali ed omosessuali, segue il filo dei desideri sessuali, di trasgressioni, di fughe e ribellioni, che da secoli percorre la storia del turismo per arrivare ai giorni nostri, con la consacrazione della triade turistica del XX secolo – sole, mare, sesso – in Riviera e Costa Azzurra, fino agli attuali Club Méditerranée.
Allora, come oggi cambiare luogo fornisce il pretesto per cambiare morale. 

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