Altri turismi crescono

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Testo di sociologia che si propone di comprendere e piegare come e perché la pluralizzazione sociale in atto sia connessa alla crescita e alla differenziazione dei turismi e dei comportamenti turistici. La “crisi della modernità” coincide con una forte crescita del turismo e con figure di turisti che non accettano più il ruolo passivo, predisposto “in pacchetto” dai grandi tour operator. I turisti “altri ricercano esperienze autentiche che mettono in gioco le identità dei singoli.

Il volume “Altri turismi crescono” a cura di Ezio Marra e Elisabetta Ruspini (Editore Franco Angeli, 2011) si concentra sulla relazione tra “altri” turismi e spazio: agriturismi, ecoturismo religioso, turismi di avventura, turismo “fluviale”, turismo ipogeo urbano, turismi della notte, turismo low e right budget, turismo etnico e multietnico. Queste tematiche permettono di ragionare intorno alla relazione tra turismo, postmodernità, autenticità e spazio.

Nel post moderno si amplifica lo spazio riservato al dialogo con sé, con la propria e l’altrui identità. In questo processo, la riscoperta dell’autenticità assume un ruolo centrale. Quello dell’autenticità è sicuramente un tema complesso e al contempo considerato da diversi autori come una delle motivazioni fondamentali del turista. Nel lavoro si parla indirettamente di “globalizzazione” riferendosi alle persone come soggetti che si muovono nei territori del mondo: in primo luogo ai turisti e implicitamente ai migranti. Polo importante è costituito, nel libro, dall’outdoor. Non rurale, come nostalgia del “Mulino Bianco”, ma outdoor sempre meno distinguibile dall’urbano, come esperienza fuori città, come polo altro rispetto all’esperienza urbana. Se i confini tra urbano e rurale non sono più facilmente rintracciabili su di carta, i due poli urbano e rurale continuano ad agire a livello dell’immaginario. E’ su questo immaginario che giocano le pubblicità che promuovono, per esempio, prodotti alimentari. Campi di grano con papaveri e fiordalisi, contadini vestiti a festa, strade bianche e paesaggi incontaminati. Si tratta di un paesaggio rurale “soggettivamente autentico” che oggettivamente non c’è più e che sopravvive nella pubblicità grazie ai molti ritocchi delle nuove tecnologie. E’ su immaginari “immaginati” come questo che si attiva la ricerca di luoghi autentici e incontaminati in cui fare turismo, anche se la realtà extraurbana è molto diversa.

Ecco allora i due poli in cui si collocano i nostri “altri” turismi: un indoor urbano e un “fuori città”, percepito come un luogo se non più rurale perlomeno più rarefatto e meno denso della realtà urbana, in cui gli spazi aperti prevalgono su quelli chiusi. La prima parte si apre con un saggio di che riflette sulla relazione tra turismo e aree rurali, cercando di capire quali siano le prospettive future, individuando opportunità ma anche contraddizioni. Esso include diverse forme di accoglienza che vanno dall’ospitalità in agriturismo (riportando i recenti studi sull’evoluzione della domanda e dell’offerta in Italia), a quelle in B&B, dall’accoglienza in albergo a quella in case private. Risponde pertanto ad esigenze differenti dei turisti, dalla ricerca di buon cibo, al contatto con la natura, dalla scoperta della cultura contadina al bisogno di relax intercettando target turistici che spaziano dall’enogastronomico allo scolastico, dal “verde” a quello d’avventura, dallo sportivo al culturale.  Il secondo capitolo è dedicato allo specifico turismo del sacro: l’”ecoturismo religioso”, affrontando principi e dettami religiosi che regolano i rapporti tra il genere umano e l’ambiente naturale secondo fedi e credenze più diffuse. Viene illustrato il crescente interesse verso l’ecoturismo cristiano, che può essere considerato “altro” in quanto innovatore all’interno del turismo del sacro.  Il terzo saggio riflette sul turismo d’avventura. Questo sembra infatti costituire un’importante palestra per la costruzione del sé e per la sua gestione nella vita quotidiana all’interno di una società complessa. Nel quarto saggio si tratteggia un quadro delle principali caratteristiche della crociera fluviale in Europa, turismo in notevole incremento, delineando lo scenario quantitativo dei turismi fluviali e lo stato degli studi; poi le principali offerte degli operatori, con itinerari europei, nazionali e a “tema”; per concludere presentando le principali difficoltà di radicamento in Italia rispetto ad altri paesi europei.

La seconda parte si apre con il capitolo dedicato agli “altri”turismi urbani. Il turismo sotterraneo urbano permette la fusione tra contemporaneità e storia, passato e presente, reale e immaginario, avventura e sogno, vicino e lontano, luce e ombra. Dopo avere inquadrato il fenomeno sul versante storico-letterario, cercando di individuare caratteristiche e forme assunte dall’offerta contemporanea, il saggio presenta e discute significativi esempi di turismo sotterraneo in Europa e in Italia. Il capitolo successivo indaga lo sfaccettato fenomeno del turismo della notte: dalla club culture ai fenomeni più underground come i rave parties e le prime feste in quella piccola metropoli insulare che è Ibiza.  Segue poi un saggio sul turismo right budget, dove vanno affermandosi formule innovative: strutture multifunzionali, tematismi eco-friendly e la tendenza ad un’ibridazione dei modelli hotel e hostel.

Il volume si chiude con la disamina della dimensione che riguarda il “consumo e la fruizione della diversità” e coinvolge quartieri etnici di molte città di grandi dimensioni, valutandone anche i possibili risvolti negativi che possono verificarsi come conseguenza della mercificazione. Esempi provenienti dalle città del Nord America, Canada, Australia e recentemente del Nord Europa mostrano come determinate ethnic enclave si siano da tempo trasformate in importanti ed inedite attrazioni turistiche. Il mondo del turismo comincia a fondersi con quello dei “migranti”, soprattutto con le nuove generazioni. Tutti i contributi sono caratterizzati da una solida prospettiva comparativa e da un ampio numero di casi di studio.

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