Libri e ricerche
|
There are no translations available. IL TURISMO RESPONSABILE IN SENEGAL: I RISULTATI DI UN'INDAGINE
E’ uscita la pubblicazione sul diagnostico realizzato nel 2009 sull'offerta di turismo responsabile in Senegal, a cura di Eleonora Castagnone. Ecco i principali risultati. Effatà editore.
Il Senegal rappresenta oggi la decima destinazione turistica africana e la prima in Africa nera francofona. Le entrate lorde del settore del turismo in Senegal sono stimate dal ministero di tutela a 306,2 miliardi di Fcfa nel 2006, con un contributo al PIL del 4,6%. Rispetto alle esportazioni, il turismo è secondo soltanto alla pesca, con un volume totale del 18%. Per quanto riguarda il flusso turistico, nel 2006 sono stati registrati 866.154 turisti, di cui il 45,4% di origine francese, il 5,9% dal Benelux, il 3,4% dalla Spagna, il 3,4% dall'Italia, il 3,1% dagli Stati Uniti. Le cinque provenienze totalizzano da sole il 61,2% dei non residenti. Seguono, con largo distacco, i Tedeschi, i Britannici e i Canadesi, con rispettivamente: 2,1%, 1,4%, 0,4%. Dei sei principali mercati fornitori di turisti, solo quello francese ha accusato una decrescita (-3,8%). L’offerta turistica del Senegal si articola in quattro principali segmenti: il turismo balneare (54%); il turismo d’affari o congressuale (33%); il turismo culturale (7%); l’eco-turismo (6%). Complessivamente nel 2006, sono stati calcolati 31.229 letti e 15.842 camere, per un totale di 815 ricettivi turistici, dei quali 370 hotel (67,7% dell’offerta di letti), 57 residence (3,1%), 271 campement (9,5%), 57 alberghi (19,7%). Va inoltre considerato che oltre l’80% dell’offerta si concentra in sole 3 regioni del Paese: Thies: 27%; Dakar: 22,7; Ziguinchor :20,9%, alle quali seguono: Fatick: 11%; Tamba: 07,5%; Saint-Louis: 06,4%; Kaolack: 02,0%; Kolda: 01,2%; Louga: 00,5%; Matam: 00,4%; Diourbel: 00,3%.
Il turismo responsabile in Senegal Fin dagli anni ’70, tuttavia, si è sviluppato sotto l’impulso della cooperazione francese, nel sud del Senegal, in Casamance, una forma di turismo alternativo al turismo industriale di massa, fondato sulla partecipazione comunitaria, su un basso impatto ambientale e sulla valorizzazione del patrimonio culturale e storico locale. Questa forma differente di turismo, denominato “turismo rurale integrato” aveva allora dato origine alla nascita di 15 campement, composti da insiemi di costruzioni in stile tradizionale, situate accanto ai villaggi. Fin dall’origine una serie di principi hanno fondato questa iniziativa, segnando in maniera profonda «la cultura del turismo integrato in Senegal»: la gestione delle strutture da parte delle popolazioni locali; la ripartizione degli utili delle attività fra la struttura stessa e progetti di tipo sociale; l’attenzione alla sostenibilità e in particolare all’impatto del turismo sulla vita quotidiana della popolazione locale. |
|
|

Il turismo “convenzionale” in Senegal
Risultati principali