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I migranti e le associazioni senegalesi a Torino

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Nel 2007 risultano nel comune di Torino 1264 residenti con cittadinanza senegalese.
Torino l'immigrazione senegalese riprende le tendenze registrate a livello nazionale. Inizia negli anni '80 grazie alla confraternita murid, organizzata in una dahira diretta dall'allora giovane marabut Djilly Fall Mamour; questa confraternita conosce poi un periodo di crisi a metà degli anni '90 e con la scomparsa del marabut a Torino, si assiste allo spostamento di molti senegalesi in altre provincie del Piemonte, oltre che in Veneto e Lombardia.
Oggi, comunque, la dahira dei murid di Torino continua a svolgere un ruolo importante in quanto permette ai senegalesi di incontrarsi, dà un sostegno psicologico e fornisce servizi essenziali per la comunità. Essa ha un importante ruolo anche nella società d'accoglienza che non deve confrontarsi con individui privi di controllo sociale, bensì con un gruppo coeso e conscio delle difficoltà d'inserimento.

Dagli anni '90, anche a Torino l'immigrazione subisce dei mutamenti, ossia come nel resto d'Italia i migranti iniziano a provenire da diverse regioni del Senegal, appartengono ad altre confraternite religiose e hanno un livello d'istruzione più alto. Questi immigranti stabiliscono contatti con istituzioni ed organizzazioni torinesi fino ad assumere oggi un ruolo di riferimento per i vari gruppi della comunità senegalese e attorno a loro si sono create varie forme di associazionismo.
Negli ultimi anni il flusso migratorio si è ulteriormente diversificato: gli immigrati sono persone giovani e alcuni minori poco integrati con la comunità senegalese. In alcuni casi sono soggetti con un solido capitale formativo e professionale, mentre in altri casi queste persone si sono dedicate ad attività illecite, come lo spaccio di droga e alla prostituzione, che destano grandissima preoccupazione nella comunità senegalese di Torino.

L'associazionismo per i senegalesi è una forma essenziale per manifestare la propria identità. Nella sola provincia di Torinotroviamo ben 13 associazioni di senegalesi di diversa tipologia:

  • di tipo religioso, come nel caso dell'Associazione dei murid che ruota intorno alla dahira, e i cui obiettivi sono l'accoglienza degli immigrati e il sostegno attraverso l'inserimento a Torino e la fornitura dei servizi;
  • di tipo etnico, che oltre al sostegno dei membri, promuovono la cultura senegalese;
  • di tipo territoriale secondo il comune di provenienza, che può essere il villaggio o il quartiere in Senegal, i cui obiettivi sono l'inserimento dei nuovi arrivati che approdano a Torino grazie a legami di parentela con gli immigrati già residenti e alla realizzazione di sviluppo nelle zone di provenienza in Senegal;
  • di tipo territoriale secondo il comune di destinazione, in cui gli interessi che uniscono i soci sono numerosi, ma hanno come minimo comun denominatore le problematiche che i migranti vivono nel territorio d'approdo;
  • di altro tipo, ossia secondo il genere o lo status lavorativo.

Così come in Senegal, anche a Torino la leadership del gruppo dirigente, in particolare il presidente, riveste un ruolo essenziale nell'organizzazione delle associazioni e nella loro rappresentatività. 
Nessuna associazione di Torino ha una sede o un punto di aggregazione, in quanto le risorse economiche scarseggiano. Per le riunioni solitamente vengono richieste sale in prestito dal Comune.
Le associazioni operano prevalentemente nell'informalità e questo è un punto debole spesso citato dai loro dirigenti.
Nonostante tutto, in seno alle associazioni torinesi si ritrova un capitale sociale vario e competente e i loro dirigenti sono ormai punti di riferimento sia per i senegalesi che per gli Enti e le Istituzioni locali.

Fra le varie associazioni, spicca sicuramente AST (Associazione dei Senegalesi a Torino), che anche se di primo livello, viene identificata come “associazione ombrello”, ovvero quella in cui i senegalesi vogliono essere rappresentati.
Come nel resto del Paese, le associazioni torinesi, grazie alle presenza di ONG nel territorio che lavorano da anni nel Paese con partner ed equipe locali, sono riuscite a ottenere risultati positivi per quanto concerne i progetti di sviluppo in Senegal.
Dal punto di vista delle potenzialità, bisogna sottolineare come il territorio torinese abbia tutte le caratteristiche per implementare processi di co-sviluppo che abbiano un reale impatto in Senegal ed in particolare nella regione di Louga, dove esistono da anni solide e lunghe relazioni a diversi livelli.

Fonte: Studio diagnostico sull'associazione dei senegalesi a Torino (AST)
di Riccardo Capocchini