“Nella lotta contro gli incendi in Amazzonia conta l’impegno di tutti noi”

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Fev 2008, Tailandia, Brazil. After the cut of trees for the national and international wood market, deforestacion cycle plans to ignite what remains of the florest to encourage soya's cultivation and cattle farming.

L’Amazzonia è colpita da devastanti incendi che mettono a rischio la biodiversità tropicale e l’equilibrio climatico del pianeta.

Le fiamme che distruggono la foresta e attirano l’attenzione di tutto il mondo sono solo il volto più visibile di uno sfruttamento della terra per interessi economici: allevamento di bestiame, commercio di legname e produzione di soia. Parte di questi prodotti, spesso provenienti da aree disboscate illegalmente, è destinata all’Europa.
Deforestazione e riscaldamento globale facilitano la propagazione degli incendi, quasi sempre di matrice dolosa. Dove l’equilibrio della foresta è stato aggredito, la perdita della densa copertura che tratteneva l’umidità, l’aumento della temperatura e la diminuzione delle precipitazioni hanno effetti a cascata sull’ecosistema, lasciando le foreste più vulnerabili al fuoco. Il circolo vizioso in atto, secondo numerosi esperti, potrebbe presto giungere a un punto di non ritorno e trasformare l’intera Amazzonia in una savana.

Perdere l’Amazzonia significa perdere l’enorme potenziale scientifico e economico della sua biodiversità. Migliaia di specie di animali e piante, conosciute o non ancora catalogate dalla scienza, stanno bruciando insieme alla foresta, riducendo la disponibilità di risorse alimentari, energetiche, medicinali e culturali. Perdere l’Amazzonia significa perdere ogni possibilità di risolvere l’attuale crisi climatica. Le sue foreste sono fondamentali depositi di carbonio che gli incendi stanno rapidamente distruggendo, rilasciando in atmosfera enormi quantità di gas serra.
L’Amazzonia è la chiave per regolare il clima globale, è tempo di consentirle di realizzare il suo potenziale fermando la deforestazione e ripristinando le foreste danneggiate.

In questa lotta contro il tempo conta l’impegno di ognuno di noi. Si può scegliere d’essere parte della soluzione anche con azioni semplici e quotidiane. Qualche esempio?

  • Diventare consumatori consapevoli: informati sulla provenienza del legno che acquisti, riduci il consumo di carne, evita di comprare prodotti agricoli provenienti dalla deforestazione, acquista prodotti certificati, adotta modelli di consumo più sobri e responsabili, ricicla.
    Spargere la voce: esprimi la tua indignazione per quello che sta accadendo in Amazzonia, protesta, condividi post sui social media e partecipa alla pressione internazionale in atto.
  • Supportare la società civile: organizza raccolte fondi, fai una donazione ai gruppi in prima linea, prendi in considerazione l’idea di diventare nostro sostenitore e partecipare attivamente alla protezione della foresta.

Il nostro socio Amazônia Onlus è attivo in Amazzonia dal 2004. Il loro lavoro ha come principale obiettivo difendere l’ambiente e collaborare con le comunità regionali del Rio Jauaperi nello sviluppo di una proposta di ecoturismo comunitario, così contrastando la crisi ecologica e la perdita di biodiversità che mettono in pericolo l’esistenza stessa della specie umana. Il programma ha investito nella costruzione dell’Ecolodge Xixuaú, nella formazione dei membri delle comunità e nel rafforzamento dell’organizzazione comunitaria fino alla creazione di una cooperativa locale che oggi gestisce in autonomia l’attività turistica. L’ecoturismo ha creato lavoro qualificato e un’alternativa di reddito, generando un controesodo opposto alla tendenza propria della regione: l’abbandono della foresta verso i centri urbani.

L’esperienza dello Xixuaú si pone in contrapposizione all’attuale visione dell’Amazzonia come terra improduttiva, da rendere produttiva attraverso la sostituzione della foresta con pascoli e terreni agricoli. La più preziosa risorsa naturale dello Xixuaú, ancora ricoperto di foresta primaria, è la sua bellezza. I nativi, chiamati ribeirinhos o abitanti dei fiumi, sono gli unici depositari di una conoscenza millenaria che permette loro di muoversi, cacciare e sopravvivere in un ambiente così peculiare. É un patrimonio di grande potenziale economico, che viene perso ogni volta che una famiglia abbandona la regione.

L’area dove operano è lontana dal fronte del fuoco e non corrono rischi al momento perché la stagione secca qui non è ancora iniziata e la pioggia ci protegge. Il problema riguarda soprattutto le aree del sud, che appartengono al cosiddetto “arco di deforestazione”, dove appunto la distruzione è più massiccia.

AITR, come Amazonia Onlus, crede fortemente che lo sviluppo economico e il benessere siano possibili senza distruzione. Per questo supporta chi preserva la foresta lottando contro l’ingiustizia economica e la povertà. Crediamo che la difesa dell’ambiente sia un mezzo per garantire la pace del mondo. Non può esserci pace senza lo sviluppo economico dei Paesi emergenti e non può esserci sviluppo duraturo senza uno sfruttamento sostenibile dell’ambiente.

Ringraziamo Emanuela Evangelista di Amazonia Onlus per questa importante testimonianza e per il suo impegno.

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